Le principali 8 tendenze che i negozi seguono nel 2018

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Le 8 tendenze nel settore retail del 2018

Con la crescita digitale, i big marketplace che intraprendono strategie innovative rapidamente, i canali di vendita online e il consumatore sempre più consapevole che non acquista più d’impulso, quale sarà la direzione del settore retail?

Scopriamo insieme le principali tendenze del 2018

1 – Temporary Store e Pop Up store: i negozi temporanei 

I temporary stores, pop up store o flash retailing sono dei negozi temporanei aperti che rimangono aperti solo per un periodo limitato (solitamente poche settimane, in casi eccezionali anche qualche mese), sono posizionati strategicamente nell’area del centro cittadino, o comunque in aree molto trafficate, nei centri commerciali e hanno in vendita prodotti a tiratura limitata. Questa risulta essere una formula vantaggiosa anche per i negozianti online che non hanno una sede fisica come modalità per coinvolgere direttamente nuovi clienti. I pop up store sono molto funzionali sotto le festività o le vacanze quando la città si riempie di persone.

Questi temporary store sono degli strumenti di marketing a cui le aziende fanno ricorso per aumentare la visibilità del proprio brand, con questo su può dedurre che sarà un format di retail store che avrà successo nel 2018.

2 – Omnichannel: l’integrazione tra il canale online e il canale offline 

Si parla spesso di canale online come una minaccia per gli store fisici quando in realtà rappresenta un’integrazione. Il punto vendita non è destinato a scomparire, come molti dicono, in quanto rimane uno strumento fondamentale per costruire un legame con il cliente che non è possibile costruire con un e-commerce.

Quindi oggi la priorità dei negozianti è quella di dover far dialogare l’e-commerce con lo store fisico per poter offrire un’esperienza di acquisto completa, per questo motivo bisogna è necessario ammodernare il negozio, aggiornando il sistema di pos, utilizzando sistemi di cassa evoluti, funzioni di assistenza personalizzata, bisogna stare al passo con i tempi ed utilizzare tecnologie e iniziative digitali che avranno un impatto sulle vendite e sulle scelte dei clienti. 

Ripensare completamente gli store attraverso una riprogettazione in un’ottica omnicanale sarà quindi la sfida dei negozianti.

 

“Il fisico non può fare a meno dell’online e l’online non può fare a meno del fisico.”

 

3 – L’esperienza multisensoriale 

Nel 2018 il commercio al dettaglio esperienziale sarà un trend forte, molto spesso viene associata ad una distrazione costosa con pochi ritorni però, se ben eseguita, può aumentare notevolmente la fedeltà dei clienti e le vendite.

Un’ulteriore sfida, oltre a connettere il negozio online con quello fisico, è quella di offrire una shopping experience che coinvolga i 5 sensi all’interno del punto vendita. Gli store quindi non saranno più limitati a distribuire i prodotti ma devono coinvolgere il consumatore emotivamente.

Molti brand, consapevoli che la maggiorparte dei consumatori cerca esperienze memorabili che possono poi condividere attraverso i social media, hanno già incominciato a curare minuziosamente i propri spazi sensoriali nell’ottica di soddisfare questo desiderio. Un’efficace strategia di visual merchandising, inoltre, è utile per accendere le emozioni dei consumatori e per entrare in empatia con loro.

Quindi bisogna creare dei percorsi, ciò significa: <<mettere meno enfasi sullo shopping e più enfasi su intrattenimento, ospitalità e comunità>> (cit. Doug Stephens – Business of Fashion’s VOICES).

 

4 – Customer experience completa: Il cliente al centro

Al giorno d’oggi il cliente è sempre più evoluto, legge recensioni e feedback sui prodotti grazie al web, questo gli permette di fare acquisti più ponderati. Per gli store fisici vuol dire che bisogna migliorare i propri servizi pre e post vendita e studiare le buyer personas, il cliente. Non bisogna focalizzarsi solo sulla sfera emotiva offrendo una shopping experience memorabile, bisogna anche raccogliere e organizzare i dati per conoscere le esigenze e i gusti dei clienti, informazioni ottenibili sia dal contatto diretto in negozio che dallo store online.

Per offrire un’esperienza di acquisto completa il negoziante dovrà analizzare il comportamento dell’acquirente ancora prima che entri nello store, registrando dati come:

  • la cronologia delle sue abitudini di acquisto;
  • il luogo e l’orario della sua entrata in negozio;
  • gli eventuali acquisti fatti sull’eCommerce;
  • le preferenze di modalità di consegna;
  • i metodi di pagamento utilizzati;
  • il numero di volte che il cliente ha contattato l’help desk o il customer care

5 – Comodità: le consegne a domicilio e i servizi per la casa 

Nel 2017 è emersa una tendenza culturale che sarà cruciale in questo anno e negli anni avvenire, il consumatore preferisce non uscire di casa per comprare i prodotti. Sorge spontanea la domanda, come faranno i negozianti a raggiungere questi clienti? La soluzione è coinvolgere i clienti connettendosi nelle loro case.

Postmates si inserisce in questo trend, è una piattaforma di consegna on demand che ha iniziato con le consegne a domicilio di cibo e ora, espandendosi, sta aggiungendo un numero sempre più crescente di rivenditori.

Un altro esempio è IKEA, capendo che il trend delle consegne a domicilio sarà forte sta sviluppando le sue offerte per i servizi di consegna a domicilio.

6 – Try before you buy

Molti brand offrono la possibilità di provare i prodotti prima che essi siano acquistati, sia nei canali online, sia che in quelli offline. Questa operazione risulta meno complessa nei settori come l’abbigliamento ma non è così fattibile per beni che prevedono cicli di vita maggiore rispetto alla stagionalità del fashion system, per quello sono necessarie altre modalità come la possibilità di provare l’articolo per un determinato periodo o l’offerta di campionature. Questo modello è particolarmente strategico per la generazione a cavallo tra gli anni ’60 e ’80 che preferisce testare prima di acquistare.

7 – Shopping con le immagini: il visual search tool di Ebay

Si stima che entro il 2020 il 50% delle ricerche proverranno da immagini, già oggi più del 75% dei consumatori ammette di fare acquisti ispirandosi a immagini viste in rete.

Ebay ha lanciato da poco un nuovo strumento: la ricerca per immagini. Gli store stanno iniziando ad utilizzare soluzioni visive in un contesto che rimane dominato dal linguaggio visivo e dalla condivisione sui social. Le piattaforme che inizieranno ad avvicinarsi alle soluzioni visive riscontreranno una più alta percentuali di fedeltà da parte dei propri visitatori.

Find It On eBay da la possibilità di iniziare la ricerca da qualsiasi piattaforma social o mentre si naviga il blog di un influencer. Basterà premere sullo strumento Condividi e l’app fornirà una lista di prodotti similari a quelli rilevati sull’immagine che ha catturato lo sguardo, Image Search è invece una feature presente all’interno dell’applicazione: sarà sufficiente cliccare sull’icona della fotocamera nella barra di ricerca per avviare una ricerca basata su un’immagine presente in archivio o su una foto appena scattata. Google e Pinterest si sono affidati alla visual search technology per facilitare l’uso delle proprie applicazioni. Pinterest, ad esempio, ha introdotto molte funzionalità: Pinterest Lens, Shop the Look ed esteso la feature riconoscimento immagini alla pubblicità presente sul proprio sito.

8 – Personalizzazione in store

Una tendenza chiave anche nel 2018 per la vendita al dettaglio sarà la personalizzazione. Consentire agli acquirenti di personalizzare o costruire i propri prodotti non solo soddisfa gli standard del cliente ma rende lo shopping più divertente. Chi acquista un prodotto vuole che questo racconti una storia e sia unico.

Un caso di successo per questa tendenza è il brand Dresden. L’azienda vuole rivoluzionare il settore fornendo al mondo occhiali economici, fatti in casa e sostenibili. Dresden, prendendo i rifiuti di plastica dalle spiagge australiane e le reti da pesca abbandonate, le trasforma in telai convenienti. Il brand offre la possibilità ai consumatori di creare i propri occhiali da sole, consentendo loro di interscambiare gli obiettivi e le parti del telaio (che sono disponibili in una varietà di colori e dimensioni).

Il risultato? L’opportunità di acquistare occhiali unici, personalizzati e green.

Anche il settore del food consente di  personalizzare gli alimenti: é il caso di Magnum e Kit Kat che all’interno dei loro pop up store offrono la possibilità di divertirsi con confettini e praline per decorare gelati e cioccolate.

Nel tentativo di rendere gli spazi commerciali una destinazione per le famiglie, i brand offrono la personalizzazione in-store di giocattoli e prodotti per bambini. Incoraggiando i figli dei genitori maker ad aggiungere il proprio tocco personale a un prodotto e renderlo davvero unico per loro, le aziende dedicano aree per customizzare gli articoli, aumentando il coinvolgimento all’interno dello spazio di vendita. Questa interattività si rivolge alla Generazione Z, ovvero le persone nate tra la fine degli anni Novanta e i primi del 2000, poiché è interessata più a creare e partecipare attivamente ad un prodotto piuttosto che comprare passivamente.